8 Giugno 2016
Gabriele Renzi
CICLO DEI RIFIUTI
8 Giugno 2016
Gabriele Renzi

CONOE: raccolte 62mila tonnellate di oli vegetali esausti

Recuperato il 22% del potenziale raccoglibile, rigenerazione all’85% per la produzione di biodiesel.

Presentato a Roma il primo bilancio degli impatti ambientali ed economici del CONOE, il Consorzio nazionale che si occupa della raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti.
Il rapporto, curato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, mostra la crescita del comparto che nel 2015 ha raccolto oltre 62mila tonnellate di oli vegetali esausti per un aumento del 44% rispetto al 2010.

L’85% degli oli recuperati nel 2015 (53mila tonnellate) è stato destinato a rigenerazione per la produzione di biodiesel, un combustibile vegetale non tossico e completamente biodegradabile che può essere utilizzato come carburante per autotrazione in sostituzione o miscelazione di carburanti di origine fossile, riducendo il contributo di emissioni di CO2 nel settore dei trasporti. Il risultato sono 49 tonnellate di biodiesel CONOE che secondo il consorzio hanno consentito un risparmio sulla bolletta energetica del Paese pari a 17 milioni di euro.
Non solo, dai bilanci di Carbon e Water footprint del consorzio risulta che questa produzione ha portato un beneficio ambientale netto per il Paese pari a 152mila tonnellate di CO2 evitate e a 63mila metri cubi di acqua risparmiati.

Il restante 15% dell’olio vegetale raccolto viene recuperato come sorgente di energia rinnovabile in impianti di co-generazione, come bio-lubrificante, come prodotto per la cosmesi, saponi industriali, inchiostri e cere.
 “Oggi anche il CONOE – ha annunciato il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti - entra nella storia dei Consorzi italiani, inserendosi in un processo già avviato che ha portato a risultati positivi in un settore strategico come quello degli oli vegetali esausti. In questi mesi stiamo lavorando per adeguarci alle richieste dell’Europa, che impone di rivedere lo statuto dei Consorzi per garantire i massimi livelli di trasparenza e competitività”.

In meno di 15 anni il Consorzio è passato dalle 15mila tonnellate raccolte nel 2002 (il CONOE è operativo dal 2001) alle 62mila attuali, il 22% del potenziale raccoglibile, 280mila tonnellate circa. Una filiera, quella del CONOE, che dalla sua attivazione ha sempre mostrato una crescita costante e che oggi ha un valore pari a circa 30 milioni di euro, valore che nei prossimi anni potrebbe crescere esponenzialmente. La ricerca della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile mostra come, se tutti gli oli vegetali usati generati ogni anno in Italia venissero trasformati in biodiesel, si potrebbero risparmiare ogni anno 790 mila tonnellate di CO2 e 282 mila metri cubi di acqua; a prezzi medi del petrolio correnti si otterrebbe invece un risparmio sulle importazioni di petrolio di 75 milioni di euro.

Necessario, per ottenere questi risultati, da un lato incentivare la raccolta del rifiuto proveniente dalla attività professionali, dall’altro estendere la raccolta che oggi riguarda prevalentemente il settore della ristorazione anche ai rifiuti domestici.

Il 2017 può in questo senso rappresentare un anno chiave“L’imminente introduzione del contributo ambientale - ha spiegato il presidente del CONOE, Tommaso Campanile - rappresenta un momento di svolta che potrà garantire un incremento della raccolta degli oli vegetali esausti provenienti dalle attività professionali, nonché una maggiore tracciabilità dei prodotti a garanzia della salute dei consumatori. L’auspicio è che a breve, attraverso una modifica legislativa, la nostra raccolta possa allargarsi anche agli oli esausti domestici prodotti dai privati cittadini, che costituiscono il 64% del totale raccoglibile”.

 
 

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