11 Novembre 2017
Fabrizio Cavallina
CICLO DEI RIFIUTI
11 Novembre 2017
Fabrizio Cavallina

Presentato il Rapporto ISPRA sui rifiuti urbani

Dal Rapporto si evince uno scatto dell’Italia che utilizza la raccolta differenziata, raddoppiata dal 2006. Torna a crescere la produzione nazionale dei rifiuti urbani

Negli ultimi dieci anni la percentuale riguardo la raccolta differenziata in Italia è più che raddoppiata, dal 25,8% del 2006 fino al 52,2% del 2016. Il dato – nonostante evidenzi un netto miglioramento e un trend positivo rispetto al 2015 (+5%) – si rivela comunque in pieno ritardo rispetto agli obiettivi prefissati precedentemente: l’indice percentuale, infatti, per il 2012 avrebbe dovuto attestarsi attorno al 65% ed è stato raggiunto l’anno scorso solamente da 4 Regioni del Nord Italia (il Veneto al 72,9%, il Trentino Alto Adige al 70,5%, la Lombardia al 68,1%, e il Friuli Venezia Giulia al 67,1). Torna a crescere, peraltro, la produzione nazionale di rifiuti urbani nel 2016, dopo cinque anni di progressiva riduzione. La statistica è in linea con gli andamenti socio economici che segnalano un aumento delle spese per consumi finali (+1,5%) e la crescita del PIL (tra +0,9% e 1,7%). A fornire i dati sulla raccolta differenziata in Italia la XIX edizione del Rapporto Rifiuti urbani dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale); il report che annualmente esamina la produzione e la gestione dei rifiuti urbani a livello nazionale, regionale e provinciale. Il Rapporto di quest’anno recepisce le modifiche apportate dal decreto ministeriale “Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani”. Il decreto ha incluso nei calcoli alcune frazioni merceologiche prima non comprese: i rifiuti da spazzamento stradale, gli scarti della selezione della multimateriale e i rifiuti da costruzione e demolizione (prima considerati rifiuti speciali).

Nel 2016 la produzione nazionale dei rifiuti urbani è pari a 30,1 milioni di tonnellate. Tra le tipologie più raccolte, l’umido è la frazione maggiore con il 41,2% della raccolta differenziata ed è quella in maggiore crescita rispetto agli anni precedenti (+7,3% rispetto a 2015); a seguire il vetro (+6%) e i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (+5,3%). Il Nord Italia mostra il maggiore aumento di produzione di rifiuti (+3,2%) con un netto di 6,6 milioni di tonnellate, mentre Centro e Sud hanno incrementi più limitati (0,9% e 1,1%). A livello nazionale nel 2016 viene registrato anche una diminuzione sul territorio di ben 15 discariche.

Il Nord si conferma in testa anche sul fronte della raccolta differenziata: le provincie con le percentuali più alte sono Treviso, all’88%, Mantova (86,4%), Pordenone (82,3%) e Belluno (80,4%). Nelle città con più di 200.000 abitanti a primeggiare sono Milano (57,6%), Venezia (57%) e Verona (55,3%), in antitesi ai comuni siciliani di Palermo (7,2%), Messina (11,2%) e Catania (10,3%) sul fondo della classifica. Uno studio dell’Ispra condotto su un campione di comuni che applicano il sistema di Tari puntuale, cosiddetto Pay-As-You-Throw, mostra che, in generale, il costo totale medio pro capite a carico del cittadino è inferiore rispetto ai comuni a Tari normalizzata. Nel 2016 – informa ancora il Rapporto – a livello nazionale il costo medio pro-capite all'anno per i rifiuti è di 218,31 euro (più 0,6% rispetto all'anno prima); mentre il costo totale medio per kg di rifiuto è 39,03 centesimi di euro (più 1,2% rispetto al 2015).

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