24 Ottobre 2017
Fabrizio Cavallina
CITTÀ E TRASPORTI
24 Ottobre 2017
Fabrizio Cavallina

Emergenza smog in Italia: tra polveri sottili, ritardi e soluzioni possibili

Il dossier pubblicato da Legambiente lancia l'allarme sull'inquinamento urbano. Torino, Milano e le città padane sono quelle dove più si sforano i limiti di legge.

Aria troppo inquinata. Nell’autunno in corso un picco di polveri sottili si sta registrando nelle maggiori città italiane, tipico della stagione invernale ma quest’anno giunto con largo anticipo. I livelli di smog sono in crescita a causa anche dei cambiamenti climatici con temperature ancora troppo alte e scarsità di precipitazioni. A fronte di una situazione ritenuta intollerabile Legambiente ha pubblicato il report “L’emergenza smog e le azioni (poche) in campo”, in cui vengono approfonditi i livelli d’inquinamento raggiunti nelle città italiane e delineate alcune possibili soluzioni per ottemperare all’emergenza smog. Denuncia il dossier, infatti, che in Italia 25 città hanno superato il limite di 35 giorni con una media giornaliera oltre i 50 microgrammi per metro cubo previsto per le polveri sottili (PM10). Ventiquattro tra queste figurano nel Nord sparpagliate in quattro regioni (Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna) con l’eccezione di Frosinone, che registra il quarto posto nella classifica delle città che hanno sforato i limiti di tempo previsti. Bollino rosso soprattutto per Torino (66 giorni di superamento PM10, aggiornamento al 15 Ottobre), Cremona (58 giorni), Padova (53 giorni) e Milano (50 giorni). Le responsabilità – a detta di Legambiente – sono da addossare ad “atteggiamenti lassisti e menefreghisti” di sindaci e Regioni che non hanno previsto piani straordinari per la qualità dell’aria, nonostante i segnali negativi giunti sin dalla primavera scorsa.

L’Italia, infatti, è uno dei paesi più colpiti dai danni arrecati dall’inquinamento: secondo gli ultimi dati riportati dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, all’anno sarebbero 91.000 le morti premature dovute all’inquinamento atmosferico. Oltre al PM10, lo smog che sta ricoprendo la Pianura Padana e le altre regioni nel Nord Italia è dovuta anche a composti di ossido di azoto (NOx), prodotti dal traffico stradale e in particolar modo dalle automobili. Da Torino a Milano fino a Roma sono scattati i blocchi Euro 4, Euro 5 ed Euro 6. Tutto ciò per Legambiente però non basta. Nel dossier appena pubblicato vengono elencati alcuni cambiamenti da apportare, con interventi che coinvolgano tutte le città d’Italia: tra questi, la messa al bando dal 2020 al 2025 dei motori diesel e dei veicoli più inquinanti a partire dai comuni con più di 50mila abitanti. In tal senso Legambiente propone politiche tariffarie ad hoc per limitare l’entrata dei veicoli a motore nei centri urbani e l’abbassamento dei limiti di velocità (in autostrada sarebbero 110 km orari rispetto ai 130 km orari in vigore, con l’aggiunta del limite di 90 all’ora nei giorni di allerta smog). Oppure vietare l’uso dei combustibili fossili, escluso il metano, nel riscaldamento degli edifici. Secondo l’associazione ambientalista inoltrenon ha più senso favorire (incentivi alla rottamazione, autorizzazione a circolare nelle ZTL) l'immissione sul mercato di veicoli nuovi a GPL e metano, che oramai inquinano quanto le auto a benzina” e suggerisce quindi che gli incentivi siano indirizzati “in via esclusiva” alla mobilità elettrica. Quindi a servizi di car-sharing, taxi e scarico merci del tutto elettrici. Legambiente ricorda infatti che l’Italia ha il record di numero di auto per abitante: a Roma, il tasso di motorizzazione arriva a 62 veicoli ogni 100 cittadini.

Le buone notizie arrivano da Firenze e Milano. Nel capoluogo toscano sono stati implementati servizi di bike-sharing free floating (si può lasciare la bicicletta dove si vuole) e car-sharing, che prevodono di riempire la città con 8000 bicilette e un massimo di 100 veicoli elettrici entro fine anno. Inoltre il consiglio comunale fiorentino ha annunciato di voler chiudere l’intero centro storico ai veicoli a motore entro il 2020. Di Milano viene ricordato il successo delle 800 city car di Share’NGo e l’implementazione del servizio di scooter-sharing, con 100 primi scooter elettrici a ricarica interamente rinnovabile.

L’emergenza smog – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambienteè sempre più cronica In tempi brevi, interventi strutturati, concreti e coraggiosi che riguardano la messa al bando dei motori a diesel e dei veicoli più inquinanti, ma anche azioni incentrate sulla mobilità sostenibile, il trasporto pubblico per far in modo che le auto diventino l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini. Senza dimenticare che per città libere dallo smog e centri urbani sempre più smart, partecipativi e inclusivi servono anche azioni di rigenerazione e riqualificazione urbana, interventi di efficienza energetica, più spazi verdi e azioni a tutela del suolo”.

Nel report vengono infine ricordate alcune buone pratiche utilizzate in Europa. Dal confronto che ne scaturisce, l’Italia appare indietro. In Inghilterra, ad esempio, il governo ha annunciato lo stop delle vendite dei motori a diesel entro il 2040 e investito subito un miliardo di sterline per la mobilità elettrica. La Scozia ha deciso di vietare la vendita dei veicoli a combustione interna già dal 2023. Parigi – su indicazione del sindaco Anne Hildalgo – sta attuando un piano per dimezzare il numero delle auto e diminuire i veicoli inquinanti per il 2025. Senza dimenticare Copenaghen che dal 1° Gennaio 2019 dirà addio al diesel per migliorare sensibilmente la qualità dell’aria.

 
 

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